Esplorazioni
Esplorazioni
corso di formazione con Elena Turetti
Quando
Sabato 21 marzo 10.30-13 e 14.30-17.30
50,00€
Sabato 21 marzo 10.30-13 e 14.30-17.30
1) Le iscrizioni verranno accettate in ordine di arrivo fino a esaurimento posti.
2) In caso di mancato raggiungimento del numero minimo previsto, la libreria si riserva di annullare il corso. Verrà data immediata comunicazione agli iscritti e verrà restituita la quota versata.
In caso di annullamento del corso da parte della libreria per cause di forza maggiore, anche all’ultimo momento, è previsto il rimborso della sola quota di partecipazione.
3) È possibile disdire la partecipazione e chiedere il rimborso dell’importo versato fino a 14 giorni lavorativi prima dell’inizio del corso per i corsi di durata massima di 2 giorni e fino a 28 giorni lavorativi per i corsi di durata superiore a due giorni, dando comunicazione tramite telefono o mail alla quale la libreria dovrà dare conferma di avvenuta ricezione.

Il corso “Siamo segni?” invita a riflettere sul segno a partire dalla sua origine, storica e pratica.
È un invito a insistere sul punto d’inizio del tracciare: da dove inizia un segno, da quale procedimento anche automatico può nascere e poi crescere, quale lavoro fa il nostro cervello quando sintetizza una cosa e un concetto in pochi tratti, chi lo fatto prima di noi e perché, come ripassiamo dallo stesso gesto senza accorgercene.
Durante il laboratorio tutti i partecipanti sperimenteranno quattro tecniche che aprono vie diverse al segno, trovando quella più adatta alla sua mano e al suo modo di fare e di essere attraverso l’esperienza.
Ogni processo apre possibili percorsi da portare nei propri contesti di riferimento, dall’infanzia all’età adulta.
![]()
* Dal “tutto pieno” della carta al segno più elementare attraverso il ritaglio con tecniche diverse (forbice, strappo, cutter) per costruire una geometria dal puro ritaglio senza mai usare la matita, utilizzando carte di pesi e colori diversi.
![]()
* Da una cosa al segno, dalla tridimensione alla bi-dimensione, attraverso procedimenti di imprinting diretto, quando possibile, o attraversando l’oggetto con un fascio di luce per guardare alla forma delle cose con attenzione e tradurne l’essenza in un solo tratto.
![]()
*Ad un primo frammento di carta, di figura, di materiale aggiungere un secondo frammento scelto, per assemblaggio, smontando e rimontando tante volte i frammenti, fino alla costruzione di un segno complesso con la tecnica del collage.
![]()
* A telaio a pettineliccio, laddove tessendo muovo ordito e trama e posso decidere passo dopo passo il rapporto tra sfondo e figura e costruire una figura da un filo o più fili, scegliendone composizione, colore e spessore.
Tracciare segni riguarda tutti, non è solo una questione che concerne chi lo ha fatto diventare il proprio mestiere; tuttavia, spesso succede che la maggior parte di noi continua a scrivere ma non a disegnare, dimentichi del fatto che il disegno e la traccia possono essere una via ulteriore di espressione e di scavo di cui ci priviamo.Noi stessi siamo fatti di segni, ci facciamo con i segni – ce lo dicono le molecole del nostro cervello – lo avvertiamo nel profondo quando il segno di qualcun altro ci scuote e ci parla, o ogni volta che lasciare un segno sembra l’unica cosa da fare e aggiungiamo la nostra voce a quella degli altri, e per tutte le volte che abbiamo lasciato un segno del nostro passaggio nel tutto pieno della foresta o nel tanto vuoto del deserto.
Nel corso verrà condivisa una bibliografia di riferimento trasversale a diverse discipline che comprende saggi, cataloghi d’arte, manuali che verrà fornita ai partecipanti assieme a tutti i materiali utili alla sperimentazione.
Alcuni tratti scelti della bibliografia verranno letti e diventeranno oggetto di riflessione a supporto delle sperimentazioni pratiche.
L’interesse per i segni nasce da attraversamenti successivi, da letture che provengono da mondi molto differenti (dalla filosofia alla grafica, dall’archeologia alla teoria dell’arte) e da scoperte fatte con le proprie mani quando i libri non bastano e osservare come cresce un albero, che forma ha un seme, come si muove un animale o che forma hanno avuto i nostri primi oggetti diventa essenziale.
In ordine sparso gli autori che a più riprese sono riapparsi: Walter Benjamin, Carlo Ginzburg, Ivan Illich, Carlo Sini, Bruno Munari, Roland Barthes, Marianne Moore, Cristina Campo, Guido Ceronetti e tantissimi artisti e illustratori che citarne solo alcuni avrebbe come solo effetto quello di farci sentire soli ma tra i grandi sicuramente Calder, Melotti, Cornell, Boetti, Noguchi.

LA DOCENTE
Elena Turetti si occupa di progettazione in ambito culturale dal 2009, negli anni ha maturato una buona esperienza nella concezione di progetti di narrazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, con particolare attenzione al coinvolgimento diretto delle comunità custodi di tali patrimoni.
Spingere la sperimentazione visiva sempre un po’ oltre, cercare nuovi modi per costruire cortocircuiti tra contenuto e contenitore, lavorando con illustratori, registi, fotografi, sempre e comunque in équipe, connota e qualifica il suo modo di lavorare.
Dedica una porzione cospicua del suo tempo allo sviluppo di progetti educativi per adulti e bambini, per scuole, musei, biblioteche, in contesti formali e informali. Il contatto diretto con la vita selvatica nelle sue diverse forme è per lei un pozzo senza fondo che continua ad interrogare per capire qualcosa in più di quel che fa.
Considera l’educazione uno dei principali strumenti critici a sua disposizione, che gli consente di guardare avanti e anzitempo ai cambiamenti della società civile.
Negli ultimi cinque anni ha partecipato a costruire un luogo singolare sulle alpi italiane, Ca’Mon, casa Monno, in Vallecamonica quale luogo pubblico di produzione culturale, laddove il processo artistico muove, smonta, interroga le competenze artigianali, relazionali e lo stile di vita di una comunità alpina in trasformazione. Che con il tempo si fa culla per formare, educare, crescere una visione alternativa di sviluppo e diventa un luogo di formazione, di visione, di educazione.
Instagram Spicca